Bimbo dimenticato in auto: che fine ha fatto il decreto anti abbandono?

A Catania un bimbo di due anni è morto dopo essere stato dimenticato in auto dal papà che doveva accompagnarlo all’asilo. Una storia che si ripete. A ottobre 2018 una legge rendeva obbligatorio un allarme anti abbandono sui seggiolini. Ma l’Europa ha bocciato il testo.

Stavolta è successo a Catania, dove un papà di 43 anni ha dimenticato il figlioletto di due anni in macchina. Doveva accompagnarlo all’asilo e invece il piccolo è rimasto sul seggiolino per cinque ore, sotto il sole rovente che non gli ha lasciato scampo. Ennesimo caso, ennesima morte che poteva essere evitata. Come? Dando una spinta a quella legge ferma ad ottobre 2018, che dal 1° luglio avrebbe dovuto rendere obbligatorio il dispositivo anti abbandono su tutti i seggiolini per auto.

«Sono arrabbiato, la burocrazia uccide, la lentezza uccide, l’inefficienza uccide. Perché non è stato possibile rispettare i tempi previsti? Faccio questa domanda ai politici, voglio una spiegazione» è il commento di Andrea Albanese, papà che a Piacenza, nel 2013, dimenticò in auto il piccolo Luca di due anni. Da allora, la sua battaglia è per evitare che altre vite innocenti vengano perdute. «Si proceda subito, la legge c’è già, va solo fatta applicare, non sono ammissibili ulteriori ritardi»

La legge c’è, è vero, ma l’Europa ne ha bocciato il testo e dunque il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti lo sta riscrivendo. Una volta pronta, la nuova bozza passerà al Consiglio di Stato che in 120 giorni si occuperà di valutarla. Qualora venissero rilevate altre lacune, la palla tornerebbe al Ministero. E così via. Fino ad arrivare poi nuovamente in Europa per l’approvazione ultima. I tempi? Probabilmente non avremo una legge definitiva prima del 2020.

Che cosa è stato contestato della vecchia bozza ministeriale? Innanzitutto l’allarme anti abbandono non deve compromettere le funzionalità del seggiolino. Questo riguarda non i nuovi seggiolini (che avrebbero il sistema già integrato), ma i vecchi che dovrebbero essere sottoposti a modifiche per risultare a norma. Inoltre, l’allarme anti abbandono, che dovrebbe scattare nel momento della discesa dall’auto, sarebbe collegato ad un App scaricabile sul proprio smartphone. Ma se non dovesse esserci campo? Domanda a cui servono risposte immediate.

Nidi domiciliari nelle Marche: la mappa aggiornata

Ecco le strutture operative nella nostra regione, che ogni giorno, attraverso la figura di educatrici appositamente formate, accolgono bambini fino ai 36 mesi di età. Diverse le fasce orarie di attivazione del servizio e i relativi costi. Medesime le condizioni di apertura: un’autorizzazione del Comune di riferimento.

Un modello che ha origini tedesche e che negli ultimi anni ha visto una massiccia diffusione anche sul nostro territorio regionale: la Tagesmutter, letteralmente “Mamma di giorno”, è un’educatrice che accoglie nella sua abitazione un piccolo numero di bambini fino ai 3 anni di età. È il “nido domiciliare”. Nelle Marche sono 55 quelli attualmente attivi, dotati di regolare e necessaria autorizzazione rilasciata dal Comune e condivisa con Regione e Ambito Territoriale Sociale di riferimento.  Un numero in continuo aggiornamento per cessazione di attività da parte di alcuni e per nuove aperture, sempre più frequenti negli ultimi anni.

In Italia i nidi domiciliari vengono disciplinati su base regionale, con specifiche normative che possono variare da regione a regione. Con la delibera del 9 luglio 2012, la Regione Marche ha stabilito quali debbono essere i requisiti necessari all’apertura di un nido domiciliare sul nostro territorio, sia rispetto alla formazione dell’educatrice titolare del servizio, che deve obbligatoriamente sostenere 400 ore di formazione tramite ente accreditato, sia rispetto alle caratteristiche strutturali della relativa abitazione. Quest’ultima deve risultare una civile abitazione a norma. Gli spazi durante il servizio devono essere distinti rispetto al resto della casa; sono necessari almeno 5mq a bambino (esclusi bagno e cucina) e almeno due locali di cui uno per le attività ludico-ricreative e l’altro per il riposo. È necessaria inoltre una cucina per la preparazione dei pasti ed un bagno adeguatamente predisposto alla cura dei piccoli ospiti.

Attualmente il numero massimo di bambini in carico ad un’educatrice di nido domiciliare è pari a 5 e scende a 3 nel caso in cui ci siano bambini da 0 a 12 mesi. Il servizio può coprire la fascia oraria che va dalle 7 alle 22 con una durata minima di 3 ore giornaliere. Se il servizio offerto supera le 7 per quotidiane l’operatore deve essere affiancato da un collega opportunamente formato. Il bambino non può permanere oltre le 9 ore giornaliere.

A livello comunale, le amministrazioni possono decidere se accreditare o meno il servizio offerto. Ad oggi nella nostra regione, i Comuni che hanno scelto la via dell’accreditamento sono 9: Castelbellino, Jesi, Monsano, Senigallia, San Benedetto del Tronto, Porto Sant’Elpidio, Montelupone, Pollenza e Cagli. I nidi domiciliari rientrano sia nello stanziamento del bonus nido da parte dell’Inps, che in quello dei voucher regionali destinati ai servizi per la prima infanzia.  

Di seguito l’elenco dei nidi domiciliari presenti nelle Marche, stilato tramite dati ufficiali forniti dall’ente regionale di competenza:

Ancona Scarabocchiando a casa di Francesca Via Miglioli 18
Ancona Il nido di Tata Cecy Via Grazie 38/A
Ancona Scarabocchiando a casa di Linda Via Isonzo 126
Ancona Scarabocchiando a casa di Lucia Via Redipuglia 51
Ancona Scarabocchiando a casa di Rossella e Chiara Via Matas 3
Camerano Nido di Sara e Babi Via Colombo 9
Camerano Scarabocchiando a casa di Nicoletta Via De Gasperi 14
Castelbellino Girotondo Via E. Curiel 14
Castelbellino Le Coccinelle Via Italo Calvino 2
Cupramontana A casa di Patrizia Via Cesare Battisti 100/B
Fabriano Il cucù di mezzodì Via Mario Bellocchi 21
Falconara Marittima Scarabocchiando a casa di Anna Via Vespucci 2
Falconara Marittima Allegramente a casa di Alberta Via Piemonte 12
Jesi Sofisò Via Ragazzi del ’99 14
Jesi Scarabocchiando con i piccoli esploratori Via Mercantini 6/C
Maiolati Spontini Little Lilies Via Salvo D’Acquisto 5
Monsano Nido di Tata Claudia Via Venezia 4/B
Monte San Vito La giraffa Ke-Ke Via Borghetto 15
Offagna A casa di Ary Via dell’Arengo 98
Offagna Facce buffe Via Viola 7/A
Osimo Il trenino dei tesori Via Adriatica 48
Osimo La casetta dei Puffi Via Adriatica 126
Osimo Il nido dei pulcini Via Quercetti 5
Osimo Il giardino incantato Via San Giovanni 27/A
OsimoNido in casa di NovellaVia Abbadia 95
OsimoScarabocchiando a casa di AlessandraVia Montefanese 75
Sassoferrato Piccole stelle Piano di Frassineta 32
Senigallia Hakuna Matata Via Mattei 3/A
Senigallia C’era una volta… Via Firenze 7
Marzocca – Senigallia Scarabocchiando a casa di Laura Via Sorrento 55
Cupramarittima Casa Lulù Viale Ruzzi 44
Monteprandone Il Magico mondo di Tata Via Truento 24
San Benedetto del Tronto Campanellino Via Ugo Foscolo 45
San Benedetto del Tronto Casa Jasmine Via Mare 114
San Benedetto del Tronto Scarabocchiando a casa di Momo Via G. Marconi 62
San Benedetto del Tronto Cri Cri Via Fogazzaro 23
Fermo Tata Sara Via Sassotetto 42
Sant’Elpidio A Mare Il mondo di Sofy Via Ugo Foscolo 198
Porto Sant’Elpidio La casa dei coccolosi Via Monti della Laga 27
Porto Sant’Elpidio Scarabocchiando a casa di Jenny Via Montagnola 90
Civitanova Marche Casa Memole Via Carducci 113
Macerata Le formiche di Sara Via Liviabella 47
Macerata Nido degli orsetti Via Di Pietro 2
Montelupone Sarabanda Via Santa Caterina 8
Pesaro Capra e Cavoli 23 Via A.Costa 23
Pollenza Le formiche di Tatanna Via Elpidio Berdini 20
Recanati A casa di Marta Via Campo dei Fiori1
Recanati La casa di Kairos Via Ghetti 9/A
Cagli Nido famiglia Baby Birba Via Ca’ Lupo 23
Fano La vita è bella Via Patuccia 3
Fano Nido in casa di Gigliola e Maurizia Via D’Antona 19
Fano Scarabocchiano a casa di Monica Via Vittime di Nassirya 13
Frontone La casa di Pollicino Via Roma 46
Loreto A Casa di Tata Debora Via Ariosto 53
MatelicaBaby HouseVia F. Nuzi 7